Basilicata
Basilicata
Territorio ed economia
Situata tra il “tacco” e la “punta” dello Stivale, la Basilicata si affaccia per brevi tratti sulla costa del Mar Ionio e del Mar Tirreno.
Il punto di forza dell’economia è l’agricoltura. Grazie alla realizzazione di opere di irrigazione sono state sviluppate, accanto alla produzione di cereali, coltivazioni di agrumi, viti, olivi e ortaggi.
Sta inoltre crescendo l’importanza di alcuni prodotti tipici, finora valorizzati solo a livello locale: funghi, tartufi e piante officinali. Diffusa è la pastorizia ovina e caprina.
Tra gli agglomerati industriali è famoso lo stabilimento della Fiat di Melfi, tra i più moderni d’Europa.
Nella regione si produce energia idroelettrica e, di recente, sono stati scoperti giacimenti di gas naturale e petrolio che hanno assicurato nuove risorse economiche, tali da rendere la Basilicata una delle regioni più dinamiche del Mezzogiorno.
Recente è lo sviluppo del terziario, orientato soprattutto al turismo, con la valorizzazione della bellissima costa del Mar Ionio.
Storia
La Basilicata è una terra in cui la storia della natura e dell'uomo ha lasciato tracce importanti sin dal tempo in cui le terre emersero dalle profondità marine.
Anticamente fu denominata Lucania, dal latino lucus, perché terra di boschi o perché popolata dai Liky, antico popolo proveniente dall'Anatolia, o forse perché terra raggiunta da un popolo guerriero che seguiva la luce del sole, anticamente luc. Il nome Basilicata appare per la prima volta in un documento del 1175 derivando probabilmente da Basiliskos, amministratore bizantino.
Una delle testimonianze della sua antichissima storia sono i famosissimi “Sassi” di Matera, inseriti nel patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Matera è una delle città più antiche del mondo. Sorta in un'area rupestre a ridosso di una grande spaccatura carsica, chiamata gravina di Matera, si è sviluppata in uno stretto rapporto con la roccia.
Curiosità
Molte le curiosità di questa regione la cui storia è raccontata anche nei suoi numerosi castelli.
Da non perdere il Parco Storico Rurale e Ambientale della Grancia, dominato dal castello Fittipaldi di Brindisi di Montagna, da anni scenario ideale per le ricostruzioni storiche e che rievoca la vita e la leggenda del contadino-brigante Carmine Crocco.
Il parco ospita, tra l’altro, il cinespettacolo “La Storia Bandita”, evento multimediale unico in Italia, che si avvale delle più avanzate tecnologie e di straordinari effetti speciali.
Ma la Basilicata, oltre alla sua terra e alle sue tradizioni, vanta un patrimonio enogastronomico apprezzato e invidiato fin dall’antichità.
È un’invenzione gastronomica lucana, ad esempio, un particolare tipo di salsiccia, in molti luoghi d'Italia denominata “ucanica” o “luganega”, già nota nell'antica Roma, i cui sapori furono cantati da Apicio, Cicerone, Marziale e Varrone.
Se ne producono di qualità pregiate in tutte le zone interne della Basilicata e possono essere consumate fresche o stagionate, oppure conservate sotto olio.
Ci sono poi le soppressate, salsicce di carne di maiale tagliata con la punta del coltello, seccate e poi conservate sotto olio extra vergine di oliva. C’è inoltre la “pezzenta”, ricavata dai ritagli del maiale, altro tesoro della cucina locale.
Itinerari
Il Parco di Aliano è dedicato a Carlo Levi, che nel paesino lucano fu confinato negli anni 1935-36.
Lo scrittore colse gli aspetti socialmente più drammatici del luogo e il suo romanzo storico “Cristo si è fermato a Eboli”, tradotto in ben 37 lingue, rappresenta una vera e propria denuncia di una realtà di sottosviluppo socio-economico che coinvolgeva tutto il Meridione d’Italia.
Il Parco di Valsinni è intitolato a Isabella Morra (1520-1546), delicata figura di donna e poetessa sensibilissima e romantica, uccisa barbaramente dai fratelli che la sospettavano di relazione amorosa con il Barone di Bollita (oggi Nova Siri), Diego Sandoval De Castro.
Grazie all’attività del Parco, attraverso i “Viaggi sentimentali” (La via del fiume – La via del monte – Il borgo racconta) ed altre iniziative cariche di suggestione, i turisti possono ripercorrere i luoghi che ispirarono i versi della sfortunata poetessa lucana.
I castelli federiciani, le cattedrali e le chiese, le abbazie benedettine, gli scavi archeologici, i centri storici di pregio, in una parola i tesori artistici del Vulture, rimandano ad una storia plurisecolare dei popoli che hanno abitato la regione e che ancora oggi si può leggere nelle numerosissime testimonianze presenti in molti paesi.
C’è poi la zona “interna” a nord, da sempre luogo di incontro di culture diverse che hanno lasciato le loro tracce nel ricchissimo patrimonio storico, architettonico ed ambientale. Una valle generosa di prodotti tipici e genuini, dove la cultura materiale della gastronomia si tramanda e diventa sempre di più un valore da esportare. La terra di Orazio e di Federico II, di Melfi e dei Laghi di Monticchio, è anche la terra dell’Aglianico e della Fiat, dell’industria e della tecnologia all’avanguardia. Tutto questo racchiude l’area Nord della Basilicata, sempre più meta di un turismo culturale e di quanti sono alla ricerca di un ambiente naturale di grande pregio.
Il Castello di Lagopesole (Avigliano), residenza di caccia preferita da Federico II di Svevia, è inserito in un paesaggio incontaminato e suggestivo sulle colline tra i fiumi Ofanto e Bradano.
Il Castello di Melfi, residenza estiva dell’Imperatore, nel quale Federico II istituì una “scuola di logica” e da cui, nel 1231, promulgò le “Constitutiones Augustales”, o “Costituzioni Melfitane”. Attualmente, nei locali del Castello, ha sede il Museo Archeologico Nazionale del Melfese.
Venosa, patria del poeta latino Quinto Orazio Flacco, rappresenta uno dei siti archeologici più importanti della Basilicata. Il Castello Pirro del Balzo, nella galleria seminterrata, ospita il Museo Archeologico Nazionale Venosino.