Campania
Campania
Territorio ed economia
Regione dell’Italia meridionale bagnata dal Mar Tirreno, è stata sede fino all’unificazione dell’Italia, della capitale del Regno delle due Sicilie.
Il territorio della Campania è per circa il 35% montuoso, per il 50% collinare e per il resto pianeggiante.
La costa comprende quattro ampi golfi. La ricchezza storica e la bellezza naturale della Regione fanno del turismo un importante attività economica. La produzione agricola è fiorente: olivo, vite, ortaggi, frutta e cereali sono le colture maggiormente diffuse.
Buona la produzione artigianale, così come l'allevamento di ovini e la pesca. L'industria si concentra specialmente nei settori metalmeccanico, chimico, cantieristico, cementifero, alimentare (pastifici e industrie conserviere), tessile, dell'abbigliamento e del legno. Nella regione si sono inoltre sviluppati poli tecnologici di rilievo quali quello aeronautico e aerospaziale (Napoli e Caserta), quello cibernetico (Pozzuoli) e quello di genetica, biofisica e biotecnologie (Napoli) del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Storia
Sono le colonie greche ad avviare i primi insediamenti organizzati in terra campana.
Nel VI secolo a.c. l’espansione meridionale degli etruschi raggiunge Capua e le zone circostanti.
La vicinanza a Roma fa sì che la Campania “felix”, così era definita in epoca augustea, divenga prediletta dagli imperatori e dai patrizi per la bellezza dei luoghi.
Caduto l’impero, il Medio Evo è caratterizzato dagli scontri tra il principato longobardo di Benevento ed il ducato bizantino di Napoli, mentre Amalfi diviene la prima delle quattro Repubbliche marinare italiane.
Dal XII secolo la storia della Campania è quella del Regno di Sicilia, di Napoli o delle Due Sicilie – i nomi cambiano con il susseguirsi delle epoche – fino all’annessione delle terre borboniche al Regno di Sardegna, dopo la spedizione dei Mille.
Curiosità
Ai paesaggi di rara bellezza si sommano le ricchezze artistico-culturali e una tradizione enogastronomica tra le più apprezzate, in Italia e all’estero.
Pizza, mozzarella di bufala e altri formaggi e i dolci come la pastiera e le sfogliatelle sono tra i piatti tipici più amati.
Le produzioni dell’artigianato includono la lavorazione del corallo e della madreperla, l’intarsio del legno, la ceramica decorata ed i tessuti di pregio, oltre al classico presepe napoletano la cui tradizione si tramanda nelle botteghe artigiane di via San Gregorio Armeno.
Tra le tappe preferite dai turisti c’è la Cappella del Tesoro di San Gennaro, all’interno del Duomo di Napoli, dove sono custodite le ampolline con il sangue che si liquefa, due o tre volte l’anno.
Itinerari
Pompei, Ercolano e il Vesuvio
Partendo da Napoli, attraverso l’autostrada A3 (uscite Ercolano, Torre del Greco, Pompei) o con la ferrovia Circumvesuviana, si arriva nella zona vesuviana.
Il Vesuvio non è il più grande vulcano del mondo, ma certamente il più famoso. L’eruzione del 79 d.C., che seppellì Ercolano, Pompei e Stabia, lo ha introdotto nel patrimonio della cultura classica. Ha cessato di fumare nel 1944 mettendo fuori gioco la più popolare e oleografica immagine di Napoli con il nero pennacchio sulla sua cima: oggi è sempre più una risorsa turistica e ambientale, grazie anche agli sforzi del Parco Nazionale del Vesuvio che ne tutela il patrimonio naturale. Il vulcano è alto 1277 metri: la strada che si inerpica sulle sue pendici raggiunge prima l’Osservatorio vesuviano (quota 609) e poi un bivio (831 m) dal quale parte la cosiddetta strada della Valle dei Giganti, che conduce a quota 1017. Da questo punto si può salire a piedi fino al cratere (circa 20 minuti). L’area archeologica della zona vesuviana – che, oltre a Pompei ed Ercolano, comprende anche la bellissima Villa di Poppea nell’antica Oplontis – è un luogo dalle suggestioni uniche.
Gli scavi di Pompei sono il sito archeologico più visitato d’Europa e, dopo il varo del percorso notturno illuminato e multimediale, hanno saputo creare l’emozione di un vero e proprio viaggio nel passato.Passeggiare tra le strade dell’antica Pompei, infatti, vuol dire trovarsi catapultati a prima del 24 agosto del 79 d.C., quando la furia del Vesuvio investì l’allora fiorente città. L’itinerario parte dalle Terme Suburbane, esterne alla Porta Marina, si snoda nel dedalo di case, orti, giardini, fontane, peristili, vicoli affacciati a vari livelli sulla via Marina fin dentro il Tempio di Apollo. La durata della visita è di circa 56 minuti. La prenotazione è obbligatoria (sul sito www.arethusa.net). Oltre che per l’archeologia Pompei è nota anche per la presenza della Basilica del Rosario, fondata dal beato Bartolo Longo e visitata ogni anno da quattro milioni di pellegrini.
Ercolano - è meno celebre della vicina Pompei, ma gli sviluppi degli scavi e la recente riapertura al pubblico della Villa dei Papiri – uno dei siti più noti del perimetro sommerso dalla lava – la stanno inserendo nuovamente nei grandi circuiti turistici. La prenotazione è obbligatoria (sul sito www.arethusa.net, le visite si effettuano solo il sabato e la domenica)
La costiera amalfitana e sorrentina - Da Salerno a Castellammare è un susseguirsi ininterrotto di località turistiche note in tutto il mondo. Sorrento, Amalfi, Ravello, Positano sono solo alcune delle cittadine meta ogni anno di milioni di visitatori. Alle spiagge si uniscono altre attrattive naturalistiche, come gli incantevoli panorami rocciosi protesi verso il mare, ma anche di valore artistico e storico.
A Sorrento si possono visitare il Duomo, abbellito con arredi lignei che sono un pregevole esempio di tarsia, e il Museo Correale di Terranova, interessante collezione di arti minori del 600-700. Nelle vicinanze meritano una visita Massa Lubrense ed alcune spiagge (come Marina del Cantone) cui si giunge via mare o attraverso stradine che si inerpicano nel verde.
Positano - con le case abbarbicate sulla montagna e gli esclusivi ritrovi del bel mondo, è un esempio delle attrattive della costiera amalfitana: da visitare in particolare la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta.
Ravello - località di collina affacciata sul mare, è conosciuta per la quiete e il fascino dei suoi angoli suggestivi, ma anche per le antiche Villa Rufolo e Villa Cimbrone, dove la suggestione dei belvedere si unisce a quella dei resti di secoli passati.
Amalfi -località dall’insigne passato di Repubblica marinara, possiede uno splendido lungomare e il Duomo, ricco di testimonianze di arte sacra. Le due costiere possono essere visitate in auto, partendo da Sorrento (autostrada A3 Napoli-Salerno, uscita Castellammare di Stabia) oppure da Vietri sul Mare (autostrada A3 Napoli-Salerno, uscita Vietri sul Mare).Il traffico, molto intenso specie d’estate, fa però scegliere a molti le vie del mare: al tradizionale servizio di aliscafi si è aggiunto da due anni il Metrò del mare, istituito dalla regione, che collega con un servizio fisso le principali località costiere campane, dai Campi Flegrei fino al Cilento.
Napoli - L’area urbana di Napoli va dalla collina di Capodimonte a quella dei Camaldoli, passando per il Vomero e allungandosi dalla zona orientale a quella occidentale. Il centro storico è caratterizzato da un’urbanistica sviluppatasi nel Medioevo, nel Rinascimento e nel periodo del Barocco. Per le sue ricchezze storiche, architettoniche, monumentali e artistiche, nel 1995, è stato iscritto dall’Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Per avere un’idea di che cosa comprenda, basti ricordare che ingloba la città greco-romana, mura medievali, porte, castelli, palazzi storici, due regge, quattro vaste aree di verde (Villa Comunale, Parco Virgiliano, Parco di Capodimonte e Parco della Floridiana), edifici religiosi di grande interesse storico-monumentale e artistico, un Eremo e una Certosa, oltre venti tra musei e pinacoteche, fontane monumentali, il lungomare, quattro porticcioli turistici, due isolotti e persino un reticolo di cunicoli, nel sottosuolo, risalenti al periodo classico e visitabili grazie alle guide dell’associazione Napoli Sotterranea.