Trentino Alto Adige
Trentino Alto Adige
Territorio ed economia
Il Trentino-Alto Adige è situato nell'estremo nord dell'Italia al confine con l’Austria. La Regione è incorniciata dalle Dolomiti, tra le montagne più belle del mondo e attraversata dall'Adige, il secondo fiume italiano.
Le montagne e le splendide vallate (la Val di Sole, la Val di Non e la Val Gardena) rappresentano una delle principali risorse economiche della Regione, grazie al turismo invernale ed estivo. Un'altra importante risorsa del Trentino-Alto Adige è costituita dai molti bacini idroelettrici, che permettono la produzione e l’esportazione di energia. Nella Regione si sono sviluppati diversi comparti industriali, tra cui quello dell’edilizia, della lavorazione del legno, della meccanica e della metallurgia. La struttura industriale è caratterizzata da un sistema prevalentemente basato su imprese di limitata dimensione, distribuite capillarmente sul territorio. Una produzione caratteristica è quella del porfido del Trentino che si estrae e si lavora nella Valle di Cembra e viene spedito in paesi e città di tutto il mondo dove, abili posatori, spesso provenienti dalla stessa valle, creano pregiate opere di arredo urbano. Questa industria, ed il suo indotto, sono diventati uno dei pilastri dell'economia trentina.
Storia
Il Trentino-Alto Adige nacque nel 1948 con lo statuto di autonomia della Regione dopo che nel 1946 l’accordo De Gasperi-Gruber ne aveva posto le basi, garantendo, tra l’altro, la tutela dell’autonomia linguistica e amministrativa dell’Alto Adige. Il Trentino, abitato fin dall’epoca mesolitica, fu una Provincia romana. Risale a quest’epoca la fondazione di Tridentum. Nel 1004 nacque il Principato vescovile di Trento; nel 1545-1563 si tenne il Concilio di Trento, che avviò la Controriforma. Nel 1777 il trattato tra l’ultimo Principe vescovo e Maria Teresa d’Austria stabilì un vincolo alla contea del Tirolo. Nel 1803 il territorio passò sotto gli Asburgo, annesso alla provincia del Tirolo. Dopo la Grande Guerra, il Trentino passò all'Italia (1918). L'accordo De Gasperi-Gruber del ’46 pone le basi per lo Statuto d'autonomia, che rende il Trentino Provincia Autonoma. L’Alto Adige fu abitato dal 7000 a.C. La popolazione retica venne cristianizzata nel IV secolo, dal Medioevo l’attuale Alto Adige è regione meridionale del Tirolo sotto gli Asburgo. Dopo la Grande Guerra nel 1919 è annesso all’Italia. Con lo Statuto del 1948 viene concordato un “Pacchetto” di misure per l’attuazione dell’autonomia della Provincia di Bolzano, approvato nel 1969 dai Governi italiano e austriaco e perfezionato nel 1972 (secondo Statuto di autonomia). Nel 1992 sono varate le ultime norme di attuazione e il “Pacchetto” viene considerato chiuso.
Curiosità
Il Trentino è terra di montagne e di laghi: sono 300 gli specchi d'acqua grandi e piccoli, dove si pesca e si praticano sport velici. Numerose e diversificate inoltre le sorgenti termali che rappresentano una delle oasi del benessere del territorio. Ma ci sono soprattutto i panorami dalla bellezza ineguagliabile, i prati sconfinati, le valli e le montagne che si alternano in un palcoscenico naturale e che rappresentano un grande tesoro ambientale. Le Dolomiti sono montagne uniche al mondo perché cambiano colore nel corso del giorno, a seconda della luce del sole. Il Lago di Garda crea un microclima tale per cui il Trentino è la zona più a nord in Europa con flora mediterranea (olivi, lecci, limoni). La popolazione è di lingua italiana, ma esiste una minoranza ladina e alcune minoranze germanofone, discendenti da minatori giunti nel Medioevo dalla Baviera. In Alto Adige convivono tre gruppi linguistici: il tedesco (69%), l’italiano (circa 27%) e il ladino (4%) delle valli Gardena e Badia. La disoccupazione è a livelli minimi (circa il 2%). Con oltre 400 tra castelli e residenze, è terra di bellezze naturali e attrazioni culturali: tra i ghiacci delle Dolomiti è stato ritrovato Ötzi ,l’uomo di 5300 anni fa; in Val d’Ultimo si possono ammirare i larici millenari e a Merano i famosi Giardini Botanici, con 170.000 piante e 3.600 specie. Le aree protette dell’Alto Adige sono le più visitate d’Italia. È in fase di ultimazione una rete ciclabile lunga 600 km. Con il “Dolomiti Superski” l’Alto Adige vanta il più vasto comprensorio sciistico d’Europa: 1200 km di piste suddivise in 12 aree.
Itinerari
Riva del Garda-Trento-Rovereto-Riva del Garda (km. 97).
Uscendo da Riva, percorrendo la statale 45 bis Gardesana Occidentale, si attraversa Arco che ospita uno splendido castello, la zona morenica delle Marocche, il laghetto di Toblino con un romantico castello-ristorante e si scende a Trento lungo un canyon. A Trento merita una visita il Castello del Buonconsiglio, dimora di origini romane che ha subito modifiche architettoniche fino al Rinascimento. Il Castello ospita annuali mostre d'arte e un celebre ciclo di affreschi medievali dei Mesi. Da non perdere il Duomo, splendido esempio del romanico del XII secolo e il centro storico, di impronta medievale e rinascimentale. Lungo la statale 12 del Brennero si raggiunge Rovereto, città di impronta veneziana, che ospita il MART, il più recente museo di arte moderna e contemporanea d'Italia, opera dell'architetto Botta. Da vedere anche la Campana dei Caduti e il Castello. Tra Rovereto e Trento si può visitare Castel Beseno, una fortezza medievale restaurata, rinomato per la sua vista incantevole. Si torna poi a Riva attraverso Torbole, percorrendo una strada molto panoramica.
Riva del Garda-Madonna di Campiglio-Val di Non-Riva del Garda (190 km).
E’ un itinerario di grande interesse paesaggistico. Si esce da Riva del Garda per la statale 421, si sale a Tenno dove si possono ammirare un antico castello e uno splendido laghetto color turchese; si scende nella conca del Lomaso, fitta di paesini, e si arriva nella località termale di Comano. Proseguendo si può visitare Castel Scenico, uno splendido maniero medievale, e si prosegue fino a Tione. Di qui, lungo la statale 239, si sale lungo la Val Rendena fino a Pinzolo e Carisolo (consigliata la deviazione per Val Genova, con le splendide cascate Nardis). Raggiunta Madonna di Campiglio, perla turistica delle Dolomiti di Brenta, dai superbi panorami, si scende in Val di Sole e quindi in Val di Non, famosa per le sue coltivazioni di mele: uno spettacolo ineguagliabile durante la fioritura. Da vedere l'eremo di S. Romedio, arroccato su una rupe, e il lago di Tovel. Si scende verso Trento (SS42 e poi SS12) e di qui, lungo la SS45 si torna a Riva del Garda.
Trento-Valli di Fiemme e Fassa-Trento (km.220).
Itinerario tra i più famosi gruppi dolomitici. Da Trento in autostrada (A22) fino a Egna-Ora. Qui, imboccata la statale 48 delle Dolomiti, si sale fino a Cavalese, in Val di Fiemme, per proseguire fino a Predazzo (eventuale diramazione per le Pale di S. Martino) e quindi fino a Moena, dove comincia la Val di Fassa. Tutto intorno i gruppi celebri come Latemar, Catinaccio, Sella, Marmolada. Si può arrivare a Canazei e di qui salire al Passo Sella (2.240 mt.) per poi discendere la Val Gardena, entrare in autostrada a Ponte Gardena e rientrare a Trento. Oppure da Vigo di Fassa si può salire al Passo di Costalunga e scendere lungo la Val d'Ega fino a Bolzano e di qui in autostrada fino a Trento. Questa variante è la più breve. Per godere ancora di più dei panorami, c’è una rete di funivie e seggiovie che porta in quota.
Bolzano e dintorni.
Nel capoluogo meritano una visita il centro storico con i portici, il mercato di piazza delle Erbe e piazza Walther, il “salotto” di Bolzano. Senza dimenticare, sempre in centro, il Museo archeologico che conserva Ötzi e, alle porte della città, il medievale Castel Roncolo. In funivia si raggiungono l’altopiano del Renon e le famose piramidi di terra. A pochi chilometri a sud della città si apre la conca dell’Oltradige: un percorso lungo la Strada del vino e i rinomati vigneti di Appiano, Caldaro (con il suggestivo lago) e Termeno, meta di escursioni a piedi o in bicicletta fino al Canyon del Rio delle foglie nella Bassa Atesina.
Bressanone e Val Pusteria.
Da non perdere a Bressanone, culla religiosa dell’Alto Adige, il duomo e Palazzo vescovile con il singolare Museo dei presepi. A nord si prosegue per la Pusteria, la “valle verde”, un ambiente naturale unico. Lateralmente si aprono le valli di Tures e Aurina – con 80 cime sopra i 3.000 metri – e, in prossimità della città di Brunico, la Val Badia, collegata alla Val Gardena per costituire il tempio dello sci in Alto Adige. Nello splendido scenario delle Dolomiti, la Val Pusteria offre ancora, fino al confine austriaco, i panorami suggestivi e le aree naturalistiche di Sesto, Dobbiaco e San Candido.
Merano e la Val Venosta.
Poeti, scrittori e nobiltà hanno visitato e apprezzato Merano, l'ambiente collinare e il giardino, che circondano la rinomata città termale e lo storico Castel Tirolo. Da visitare il Museo del turismo, aperto di recente, che racconta due secoli di villeggiatura sulle Alpi, e il Museo della donna, la più completa collezione di corredi femminili d’Europa. Da Merano verso il confine svizzero, lungo la Val Venosta, circondata da imponenti ghiacciai e caratteristiche malghe alpine, una forma unica di turismo è quella offerta dalle “Waalwege”, i tipici sentieri lungo i corsi d'acqua che offrono un’ampia scelta di itinerari.