Valle d'Aosta
Valle d'Aosta - Vallée d'Aoste
Territorio ed economia
La Valle d’Aosta è la più piccola regione italiana, situata nell’estremità nord-occidentale del Paese. I confini con la Francia sono segnati dalle montagne più alte d’Europa: il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il Gran Paradiso, che la rendono una delle mete preferite dagli amanti degli sport invernali. È proprio il turismo a ricoprire un ruolo chiave nell’economia della Regione, contribuendo a elevare il reddito degli abitanti, tra i più alti del paese.
La presenza abbondante di acqua ha favorito lo sviluppo dell’industria idroelettrica, ma importanti sono anche le industrie siderurgiche, chimiche e minerarie. Le aree coltivabili sono dedicate in massima parte al foraggio per l’allevamento di bovini che favorisce anche una ricca produzione di burro e formaggi. La Valle d’Aosta ha progressivamente acquisito un ruolo significativo nell’economia della Penisola grazie alla realizzazione di collegamenti ferroviari e, negli anni ‘60, all’apertura dei trafori del San Bernardo e del Monte Bianco che hanno trasformato la Regione in un importante corridoio di traffico internazionale.
Storia
Frequentata in epoca preistorica, la popolazione indigena della Valle d’Aosta era composta dai Salassi. I romani, attratti dalla particolare posizione, la occuparono e fondarono così nel 25 a.C. Augusta Praetoria.
Successivamente furono i Franchi ad ottenere il controllo della regione. Dall’ XI sec., i Savoia vantarono diritti feudali sulla Valle e Umberto Biancamano nel 1032 ottenne il titolo di Conte di Aosta. Nel 1191 Tommaso I di Savoia concesse alla Valle la “Carta delle Franchigie “, che sanciva il riconoscimento di un’autonomia amministrativa e politica, mantenuta fino alla vigilia della Rivoluzione Francese. Nel 1800 Napoleone, col suo esercito diretto a Marengo, attraversò il Colle del Gran San Bernardo ed espugnò il forte di Bard. Con la costituzione del Regno d’Italia, il problema dell’autonomia fu più volte riproposto. Il 26 febbraio 1948 la Valle d’Aosta si vide riconoscere uno statuto speciale con particolare autonomia legislativa e amministrativa.
Curiosità
La terra valdostana è ricca di tradizioni gelosamente conservate come le “Veillà”, rievocazioni degli antichi mestieri che hanno luogo nei vecchi borghi della regione. Si svolgono poi le “Batailles de reines”, duelli incruenti tra bovini.
Da non perdere le varie sagre gastronomiche dedicate ai prodotti tipici dell’economia agricola e quindi al vino, alla fontina (formaggio saporitissimo), al lardo, al pan nero, alle mele. Non bisogna dimenticare i carnevali che rinnovano antichi riti legati al cambiamento di stagione, tra i quali quelli storici di Verrès, Pont-Saint-Martin e della valle del Gran San Bernardo. E poi ci sono i suoi costumi tipici e i meravigliosi pizzi al tombolo (molto apprezzati quelli di Cogne). Quindi i suoi rifugi, luoghi del cuore e del gusto, dove oltre a godere degli splendidi paesaggi, si assaggiano i piatti più tipici della montagna, tra i quali spicca la famosa “fonduta”, a base di fontina, un vero gioiello della gastronomia locale, che può anche essere arricchita da un’aggiunta di tartufo.
Itinerari
Valle di Gressoney.
A Pont-Saint-Martin, punto di accesso alla vallata, merita una visita il ponte romano che risale al II sec. a.C.. Salendo nella Valle di Gressoney, il primo comune che si incontra è Lillianes, che vanta un bel ponte medievale e la chiesa di San Rocco, con il campanile quattrocentesco in pietra. Si arriva, quindi, a Fontainemore e all’ampio bacino di Issime, dove si può visitare la chiesa parrocchiale, notevole opera d’arte del Cinquecento, ornata a tutta facciata da un dipinto rappresentante il Giudizio Universale. Superata Gaby, particolare isola franco-provenzale tra gli insediamenti walser di Issime e Gressoney, si giunge prima a Gressoney-Saint-Jean, dove si può visitare Castel Savoia, residenza estiva della regina Margherita, e quindi a Gressoney-La-Trinité, punto di partenza per le ascensioni al gruppo del Monte Rosa e stazione ben attrezzata per gli sport invernali. A Gressoney-Saint-Jean e a Gressoney-La-Trinité, così come pure a Issime, si parla ancora oggi l’antico dialetto tedesco e sono molto vive le tradizioni e gli usi importati nel Medioevo dall’Alto Vallese. Numerose e pittoresche le costruzioni walser della vallata che si distinguono nella struttura dal tipico "rascard”. Ma la Valle d’Aosta è famosa anche per i suoi numerosi castelli, testimonianza di una storia particolarmente ricca ed intensa. Questo itinerario potrebbe iniziare a Bard, sede di un imponente forte risalente al 1034, che costituisce una delle principali realizzazioni dell’architettura militare in Valle d’Aosta. Continuando sulla strada statale si raggiunge in breve Verrès, dominata dall’imponente castello costruito fra il 1361 e il 1390 da Ibleto di Challant, sulle rovine di un’antica fortezza. A Issogne (2 km da Verrès) sorge un altro splendido castello, costruito nel 1480 dal Priore Giorgio di Challant sulle fondamenta di un vecchio edificio. Sono degni di particolare nota: la sua celebre fontana del melograno in ferro battuto, le pitture dell’androne e del portico che riproducono scene di vita del Quattrocento, la magnifica sala baronale adorna di pitture parietali e la cappella. Si arriva poi a Fénis, sede del famoso maniero costruito nel 1340 da Aimone di Challant, sulle rovine di un castello del XII secolo. Da non perdere: il cortile con l’elegante scalone semicircolare, le torri merlate, i bei camini, la splendida cappella e il salone di rappresentanza.
La valle di Cogne.
Ad Aymavilles, sulla strada che porta a Cogne, si ammira lo splendido castello del XIV secolo. Salendo verso Cogne, a Pont d’Aël si può visitare il ponte-acquedotto romano del 3° anno a.C.. Ardita costruzione di un solo arco, gettato a 52 metri di altezza sul torrente. Quindi si arriva a Cogne. Interessante e ricca di tradizione è, nel capoluogo, la mostra permanente dei tipici pizzi al tombolo nonché alcune costruzioni tipiche rurali. Da qui si può raggiungere Valnontey, dov’è possibile visitare il giardino botanico "Paradisia" istituito nel 1955, in grado di ospitare circa 2000 specie della flora alpina europea ed extraeuropea. Nella frazione di Lillaz, si possono ammirare le belle cascate: tre salti di 150 metri di altezza. Cogne fa parte del Parco Nazionale del Gran Paradiso che, istituito nel 1922, difende, custodisce e migliora lo stupendo ambiente naturale e le preziose specie della flora e della fauna che vivono al suo interno.